MONZA 18/05/2026
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MONZA 18/05/2026

Il mondo del lavoro sta vivendo una trasformazione senza precedenti, in cui il fulcro del dibattito si è spostato dalla semplice misurazione delle ore alla qualità e al valore del tempo speso in azienda. Per analizzare e governare questi cambiamenti, ha preso il via da Monza la nuova tappa di Relind, lo spazio di confronto avviato da Assolombarda che vede dialogare imprese e organizzazioni sindacali.
Il mondo del lavoro sta vivendo una trasformazione senza precedenti, in cui il fulcro del dibattito si è spostato dalla semplice misurazione delle ore alla qualità e al valore del tempo speso in azienda. Per analizzare e governare questi cambiamenti, ha preso il via da Monza la nuova tappa di Relind, lo spazio di confronto avviato da Assolombarda che vede dialogare imprese e organizzazioni sindacali.
Dopo l'appuntamento in Brianza — territorio manifatturiero ad alto tasso tecnologico e fortemente orientato all'export — il tour provinciale di Relind culminerà a Milano nel prossimo mese di novembre con la sua terza edizione nazionale.
La gestione del tempo di lavoro non è più solo una questione di orari o regole, ma una vera e propria leva strategica per la produttività delle imprese e il benessere dei lavoratori.
"Non esiste un unico modello predefinito," ha spiegato Marta Spinelli, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Welfare, Sicurezza sul lavoro e Relazioni industriali. "L’equilibrio si costruisce ogni giorno attraverso flessibilità organizzativa, gestione dei picchi produttivi, sistemi premianti e welfare. Quando il dialogo tra imprese e lavoratori funziona, diventa un motore di stabilità ed efficienza. Monza e Brianza si conferma un territorio capace di esprimere questo cambiamento in modo maturo."
Il "Modello Brianza": flessibilità e relazioni industriali
Matteo Parravicini, Presidente della Sede di Monza e Brianza di Assolombarda ha introdotto il concetto di "Modello Brianza": un ecosistema unico in cui la collaborazione costante tra Imprese, Istituzioni, Sindacati e mondo della formazione genera valore concreto per l'intera comunità, affrontando il tempo come variabile strategica per la competitività e il bilanciamento tra vita privata e professionale.
Il punto di vista dei sindacati
I sindacati territoriali (CGIL Monza e Brianza, CISL Monza Brianza Lecco e UIL Monza e Brianza) hanno accolto positivamente il confronto, sottolineando come l'innovazione tecnologica e la transizione ecologica permettano oggi di ridefinire i termini dell'orario senza sacrificare la produttività (ad esempio riducendo i giorni lavorativi settimanali grazie al lavoro a distanza). Tuttavia, i sindacati pongono l'accento sulla necessità di una contrattazione ex-ante:
Evitare la gestione algoritmica: rifiutare dinamiche coercitive guidate da formule digitali rigide.
Inclusività generazionale: rispondere sia al bisogno di minor carico dei lavoratori senior, sia alla richiesta di flessibilità dei più giovani.
Valorizzazione del welfare: promuovere lo storico payoff “Lavorare meno, lavorare tutti, vivere meglio” all'interno di una cornice sostenibile.
La ricerca Assolombarda-ADAPT: "Dal tempo al valore"
In occasione dell'incontro è stato presentato lo studio "Dal tempo al valore: ripensare l'orario di lavoro", realizzato da Assolombarda in collaborazione con ADAPT. Il report scatta una fotografia del mercato del lavoro post-pandemico: con una media di 37,5 ore settimanali in Italia, la vera sfida non è "quanto" si lavora, ma "come" si organizza il tempo. Francesco Seghezzi, Presidente di ADAPT, ha chiarito che il focus deve spostarsi sul rapporto tra tempo e valore generato, superando le contrapposizioni ideologiche grazie alla contrattazione aziendale.
I 4 pilastri emersi dallo studio
Il ruolo della contrattazione aziendale: gli accordi di secondo livello sono il vero motore dell'innovazione (banca ore, flexitime, nuove turnazioni).
Superare il "tempo-controllo": la transizione digitale impone modelli basati su obiettivi e fiducia, usando la tecnologia per dare autonomia e non per sorvegliare.
Equità tra ufficio e produzione: trovare soluzioni di flessibilità (come la rimodulazione del venerdì) anche per chi svolge mansioni su turni non remotizzabili.
Produttività come prerequisito: qualsiasi rimodulazione oraria deve garantire la sostenibilità economica delle imprese attraverso reali incrementi di produttività.
In conclusione, la ricerca suggerisce che non serve una legge universale sull'orario di lavoro, bensì una contrattazione viva, creativa e "sartoriale", che utilizzi tecnologie avanzate come l'intelligenza artificiale per ottimizzare i flussi e liberare i lavoratori dai vecchi vincoli temporali.