MILANO 05/05/2026
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MILANO 05/05/2026

Milano– Non un punto d’arrivo, ma un trampolino di lancio verso il futuro del lavoro. È questo il messaggio centrale lanciato da Marta Spinelli, Vicepresidente di Assolombarda, in occasione dell’apertura dell’incontro di Assolavoro intitolato “La somministrazione di lavoro dopo il nuovo CCNL”. L’evento, tappa fondamentale di un roadshow nazionale, ha messo al centro il ruolo della somministrazione come leva strutturale per la competitività del territorio e la tutela dei lavoratori.
Milano– Non un punto d’arrivo, ma un trampolino di lancio verso il futuro del lavoro. È questo il messaggio centrale lanciato da Marta Spinelli, Vicepresidente di Assolombarda, in occasione dell’apertura dell’incontro di Assolavoro intitolato “La somministrazione di lavoro dopo il nuovo CCNL”. L’evento, tappa fondamentale di un roadshow nazionale, ha messo al centro il ruolo della somministrazione come leva strutturale per la competitività del territorio e la tutela dei lavoratori.
Oltre il contratto: il valore del "dopo"
Il cuore dell'intervento di Marta Spinelli si è concentrato su una parola chiave: "dopo". Il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale non deve essere inteso come la conclusione di un iter, bensì come un passaggio strategico necessario per affrontare le grandi trasformazioni tecnologiche, demografiche e organizzative in atto. La Vicepresidente ha dichiarato che la somministrazione non è più una forma marginale di flessibilità, ma una leva fondamentale per accompagnare le imprese nei cicli di crescita, favorire l’incontro tra domanda e offerta e sostenere percorsi occupazionali veri, tutelati e qualificanti.
Un equilibrio tra tutele e competitività
Secondo l'analisi di Assolombarda, il nuovo CCNL rappresenta un segnale di maturità del settore, capace di tenere insieme tre elementi essenziali: la tutela dei lavoratori, la flessibilità necessaria alle imprese e la capacità di rispondere ai bisogni reali delle persone. Per Assolombarda, questo equilibrio è vitale, poiché il rischio attuale non è la flessibilità regolata, ma l’asimmetria tra le norme e la realtà produttiva. La qualità del lavoro è stata indicata come parte integrante della competitività, con il capitale umano visto non come una variabile accessoria, ma come un fattore decisivo di sviluppo.
Un confronto basato sul merito e sulle prospettive future
L'incontro ha offerto uno spazio di dialogo concreto tra imprese, operatori del mercato, parti sociali e istituzioni, lontano da semplificazioni o approcci ideologici. La Vicepresidente ha sottolineato il valore di un confronto basato sui dati e sulle pratiche contrattuali, con l'obiettivo di rendere il mercato del lavoro più dinamico, giusto e leggibile. L'auspicio finale è che questa riflessione aiuti la somministrazione a rafforzare il proprio ruolo all'interno di un sistema di politiche attive più integrato. In questo scenario, lo strumento deve dialogare sempre più strettamente con la formazione e il welfare, contribuendo a costruire un ecosistema occupazionale moderno e capace di rispondere alle sfide del domani.